Il consolidante è una sostanza progettata per restituire resistenza al legno debilitato. Penetrando allo stato liquido all’interno delle fibre, si solidifica creando una pellicola interna che attribuisce maggiore consistenza al materiale originale.
Valutazioni preliminari
Prima di scegliere un consolidante per il restauro, è necessario valutare alcuni aspetti tecnici fondamentali:
- Compatibilità meccanica: Bisogna evitare sostanze che, asciugandosi in modo disomogeneo, possano tirare le fibre e deformare la superficie. Il consolidante non deve essere troppo rigido per adattarsi ai movimenti naturali del legno.
- Peso specifico: Il prodotto non deve alterare eccessivamente il peso totale dell’oggetto.
- Reazioni fisiche: I consolidanti acquosi possono aumentare l’umidità interna, mentre le resine termoindurenti liberano calore durante la catalisi, causando sbalzi termici.
- Estetica: Alcuni prodotti possono conferire una brillantezza innaturale o alterare la caratteristica tattile del legno.
Punti di forza richiesti
Un buon consolidante deve possedere un elevato potere di penetrazione per raggiungere le gallerie interne senza dover praticare nuovi fori. Idealmente dovrebbe essere elastico, resistente, facile da tingere e, per quanto possibile, reversibile. Tuttavia, nella pratica del restauro ligneo, il consolidamento è quasi sempre un’operazione irreversibile: una volta introdotta la sostanza nei meandri del legno, la sua estrazione completa è estremamente complessa e traumatica per l’opera.
Tipologie di Consolidante
1. Consolidanti Naturali
- Colla Animale: Composta da collagene, si distingue in colla forte (ossa e pelli) e colla di coniglio. È atossica e tradizionale, ma può causare contrazioni dovute all’evaporazione dell’acqua e favorire lo sviluppo di microrganismi in ambienti umidi.
- Cera d’api: Introdotta a caldo per iniezione o immersione. È il materiale organico più stabile e insensibile all’umidità. Non provoca contrazioni, ma ha scarsa penetrabilità e attira la polvere. Non è adatta per parti con funzioni di sostegno strutturale.
2. Consolidanti Sintetici
- Paraloid B72: Resina acrilica ampiamente studiata per la sua stabilità e flessibilità. Non attira la polvere e non produce deformazioni. Di contro, può conferire un aspetto leggermente “plastificato” se non dosato correttamente.
- Acetato di polivinile (PVA): Resina vinilica con grande potere di penetrazione (specie se applicata a caldo). Tende però a diventare rigida nel tempo, è viscosa e può migrare verso l’esterno modificando l’aspetto superficiale del mobile.
- Resina epossidica: Composta da resina e indurente, è ideale per il consolidamento strutturale grazie all’elevata resistenza che trasmette. Non subisce ritiri, ma è totalmente irreversibile, tende a ingiallire nel tempo ed è tossica durante la manipolazione (necessita di precauzioni per la pelle).
- Cera polietilenglicolica (PEG): Un polimero solubile in acqua, utilizzato specificamente per il consolidamento del legno archeologico saturato d’acqua o per il restauro del cuoio.





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