Il Kintsugi: l’arte giapponese di riparare la ceramica

Il Kintsugi: l’arte giapponese di riparare la ceramica

Il Kintsugi, noto anche come kintsukuroi (letteralmente “riparare con l’oro”), è una tecnica tradizionale giapponese che trasforma la riparazione della ceramica in una vera e propria forma d’arte. Questa pratica antica non si limita a riparare un oggetto rotto, ma celebra le sue fratture, evidenziandole con oro o altre polveri metalliche preziose, come l’argento o il platino.

Origini e filosofia

La parola “Kintsugi” (金継ぎ) deriva da due termini: kin (金), che significa oro, e tsugi (継ぎ), che significa unire o congiungere. Questa tecnica risale al XV secolo, quando si iniziò a preferire la riparazione artistica degli oggetti rotti piuttosto che il loro scarto, in linea con la filosofia del Wabi-Sabi. Quest’ultima valorizza l’imperfezione e la transitorietà, celebrando la bellezza delle cose incompiute, usurate dal tempo o danneggiate.

La tecnica

La riparazione Kintsugi richiede abilità, pazienza e precisione. Gli strumenti principali includono:

  • Urushi, una lacca naturale derivata dalla resina di un albero, utilizzata per incollare i frammenti.
  • Polvere d’oro, d’argento o di platino, applicata sulle linee di giunzione per valorizzarle.

La tecnica consiste nel saldare insieme i frammenti dell’oggetto usando una mistura di lacca e polvere metallica. I passaggi principali includono:

  1. Preparazione dell’oggetto: i frammenti vengono puliti e preparati per l’assemblaggio.
  2. Incollaggio: i pezzi rotti sono saldati con un sottile strato di lacca urushi. Questo strato funge da adesivo e deve asciugare per diverse ore.
  3. Riempimento delle lacune: eventuali vuoti vengono colmati con una miscela di urushi e polvere metallica.
  4. Decorazione finale: lo strato finale di lacca viene ricoperto con oro zecchino in polvere o argento in polvere 1000 a granulometria molto fine e successivamente brunito con una pietra d’agata.

Lo scopo delle riparazioni eseguite con questa tecnica non è nascondere il danno, ma enfatizzarlo, incorporandolo nell’estetica dell’oggetto riparato. Questo processo rende l’oggetto “migliore del nuovo” dal punto di vista artistico. Rispetto all’oggetto nuovo, infatti, quello riparato è più prezioso, sia per la presenza dell’oro o dell’argento, sia per la sua unicità, una volta passato per le mani sapienti dell’artista.

Kintsugi oggi

La tecnica tradizionale del Kintsugi è complessa e difficilmente riproducibile al di fuori del Giappone, soprattutto per la difficoltà di reperire la lacca urushi necessaria. Tuttavia, le versioni semplificate permettono a chiunque di avvicinarsi a questa arte, mantenendo viva la filosofia che ne sta alla base: non nascondere la storia dell’oggetto, ma enfatizzarla attraverso la riparazione.

In conclusione, il Kintsugi non è solo un modo per riparare la ceramica, ma è anche un invito a riflettere sulla bellezza dell’imperfezione e sul valore delle esperienze che ci modellano, proprio come le crepe modellano l’oggetto riparato. Per i professionisti del restauro, rappresenta una tecnica affascinante che unisce funzionalità e arte, offrendo una prospettiva unica sul concetto di “riparazione”.

Applicazioni pratiche

Il Kintsugi è utilizzato per riparare una vasta gamma di oggetti in ceramica, come tazze, piatti e vasi. Sebbene tradizionalmente si usino materiali preziosi, oggi esistono versioni moderne che adottano tecniche e materiali alternativi per renderlo più accessibile, mantenendo intatto il valore simbolico.

Il Kintsugi è utilizzato per riparare una vasta gamma di oggetti in ceramica, come tazze, piatti e vasi. Sebbene tradizionalmente si usino materiali preziosi, oggi esistono versioni moderne che adottano tecniche e materiali alternativi per renderlo più accessibile, mantenendo intatto il valore simbolico.

Grazie alla moderna tecnologia delle resine sintetiche, possono essere eseguite riparazioni di ceramiche in stile kintsugi con materiali all’avanguardia che, tra l’altro, hanno il pregio di essere più forti e avere una maggiore longevità rispetto al metodo tradizionale a base di lacca urushi.
Inoltre, è possibile sostituire nella tecnica in stile kintsugi l’oro e l’argento vero con dei pigmenti metallici imitazione, in modo da rendere il procedimento di riparazione della ceramica ancor più conveniente dal punto di vista economico, senza compromettere il risultato finale, che non sarà molto diverso.

Di seguito spiegheremo una versione moderna della tecnica kintsugi per riparare la ceramica.

Occorrente:
– Oggetto di ceramica rotto
– Oro zecchino in polvere o argento in polvere 1000 (oppure pigmenti metallici imitazione)
– Colla epossidica bicomponente

  • Prima di procedere alla fase di incollaggio, è fondamentale disporre tutti i frammenti su una superficie piana, rispettando l’esatta posizione che occupavano nell’oggetto originario (fig.1). Questo passaggio consente di visualizzare l’insieme completo e di individuare eventuali mancanze o irregolarità. Utilizzando un approccio metodico, è utile partire dai pezzi più grandi e proseguire con quelli più piccoli, come in un puzzle. Questa operazione non solo garantisce una ricostruzione fedele, ma riduce il rischio di errori durante le fasi successive della riparazione.
Un piatto rotto pronto per essere riparato con la tecnica giapponese del Kintsugi
Fig. 1
  • Versare una piccola quantità del metallo in polvere scelto (consultare le indicazioni riportate sopra) in un contenitore monouso, preferibilmente in plastica o carta resistente per facilitare la successiva eliminazione (fig. 2). Assicurarsi che il contenitore sia pulito e asciutto, per evitare contaminazioni che potrebbero influire sul risultato finale.
Oro in polvere pronto per essere utilizzato nella tecnica del Kintsugi
Fig. 2
  • Aggiungere una quantità di colla epossidica bicomponente equivalente a circa tre volte il volume della polvere metallica precedentemente dosata (fig. 3). Mescolare con cura utilizzando un attrezzo monouso o uno specifico per questo scopo, fino a ottenere una miscela uniforme e priva di grumi, assicurandosi che la polvere sia completamente incorporata nella colla.
Colla epossidica e oro in polvere per la riparazione in stile Kintsugi
Fig. 3
  • Assicurarsi di aver preparato una quantità adeguata di colla per poter riattaccare correttamente tutti i frammenti della ceramica da restaurare. La quantità di colla da preparare dipende anche dal suo tempo di lavorazione: colle con tempi di lavorazione più lunghi consentono di preparare una quantità maggiore, mentre colle a rapido indurimento richiedono dosaggi più contenuti. È consigliabile calcolare un margine di sicurezza per garantire che la colla sia sufficiente per completare l’intero processo senza interruzioni.
  • Mescolare accuratamente la colla e la polvere d’oro fino a ottenere una pasta omogenea, con un colore dorato uniforme (fig. 4). Assicurarsi che la polvere sia completamente incorporata nella colla per garantire una consistenza ideale per l’applicazione.
Composto prodotto miscelando colla epossidica e oro in polvere per eseguire una riparazione in stile Kintsugi
Fig. 4
  • Applicare una quantità sufficiente e uniforme di pasta adesiva dorata lungo il bordo del frammento, assicurandosi che la superficie sia completamente coperta senza eccessi (fig. 5). Utilizzare una spatola o un attrezzo adeguato per ottenere uno strato omogeneo e ben distribuito.
Applicazione di colla e oro per effettuare ri-assemblare parti di un piatto in ceramica in stile kintsugi
Fig. 5
  • Posiziona con cura il secondo frammento sul primo, assicurandoti che combacino perfettamente lungo la linea di frattura. Premi delicatamente lungo tutta la giunzione per garantire un contatto ottimale tra le due parti. Mantieni una leggera pressione finché la colla dorata non si è completamente asciugata (fig.6). È fondamentale non disturbare l’oggetto durante questa fase, per evitare di compromettere l’adesione.
Piatto in ceramica riparato con la tecnica in stile Kintsugi
Fig. 6
  • Ripetere l’operazione con tutti gli altri frammenti di ceramica da riparare, assicurandosi di applicare la pasta adesiva dorata in modo uniforme su ciascun bordo. Procedere con calma e precisione per garantire una riparazione coerente e duratura su tutti i pezzi
  • Se mancano piccoli frammenti di ceramica, è possibile colmare i vuoti utilizzando la stessa colla epossidica mescolata con polvere metallica. Preparare una miscela densa e omogenea, che permetta di riempire i vuoti in modo preciso, seguendo la forma originale del pezzo da restaurare.
  • In alternativa, è possibile evitare di mescolare la colla epossidica con la polvere d’oro e procedere semplicemente a incollare i frammenti utilizzando abbondante colla epossidica. Una volta posizionati i frammenti, lasciare cadere a pioggia una quantità sufficiente di polvere d’oro sull’eccesso di colla che fuoriesce dalle giunture. In questo caso, non è necessario rimuovere la colla in eccesso che fuoriesce, poiché contribuirà a fissare la polvere metallica in modo naturale.
Un vaso giapponese riparato con la tecnica del Kintsugi

Commenti

2 risposte a “Il Kintsugi: l’arte giapponese di riparare la ceramica”

  1. Avatar Teresa
    Teresa

    Molto interessante ❤️ grazie mille
    Era una cosa che mi interessava🌹

    1. Avatar Christiana

      Ciao Teresa!
      Grazie di cuore per il tuo feedback! ❤️
      Siamo davvero felici che ti sia piaciuto l’articolo trovando interessante ciò che abbiamo condiviso.
      Se hai altre domande o curiosità, siamo qui! 😉

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