L’Arte dell’Intarsio: Storia e Tecniche

Il termine intarsio deriva dall’arabo “Tarsi” e indica quelle opere ornamentali o figure ottenute accostando su una superficie piana elementi variamente sagomati di materiali diversi, come legno, marmo, avorio o pietre colorate. Questa tecnica si applica alla decorazione di oggetti, mobili e architettura, rientrando nella vasta categoria delle decorazioni polimateriche ottenute per incastro e inserzione.

La Storia dell’Intarsio

La tecnica ha origini antichissime. In Egitto, intarsi in avorio e legno apparvero già durante la prima dinastia in cofanetti geometrici, mentre nella quarta dinastia l’ebano intarsiato d’oro veniva usato per i mobili di lusso. In Asia Minore era diffuso l’intarsio di pietre dure e conchiglie disposte su letti di bitume, mentre nel mondo cretese si realizzavano figurine preziose con cristallo di rocca, madreperla e oro.

In Italia, l’intarsio comparve con il nome di “tarsia” durante l’Impero Romano. Sebbene inizialmente gli oggetti in legno fossero coperti di stucco e pittura, l’uso del legno al naturale introdusse la necessità di artigiani abili nel ritagliare sottili lamine di essenze diverse come ebano, cipresso, bosso e noce.

Evoluzione delle Tecniche: dal XV al XVII Secolo

Alla fine del XV secolo si iniziò a utilizzare la tintura del legno per bollitura (scoperta attribuita a Giovanni da Verona o ai fratelli Lendinara). Inizialmente si sfruttava il contrasto tra toni chiari (fusaggine, bosso) e scuri (ebano, noce), ottenendo le ombreggiature con il ferro rovente.

Tipologie di Tarsia

  • Certosina: costituita da tasselli di legno incastrati in un’asse di massello con precisione tale da non richiedere colla.
  • Tarsia Geometrica: prevede la copertura totale della struttura con parti di listra assemblate.
  • Tarsia Prospettica: fiorita a Firenze nel ‘400, applicava le regole della prospettiva di Brunelleschi e Alberti per creare vere e proprie “pitture lignee” con vedute urbane e fughe prospettiche.
  • Tarsia a Toppo: introdotta nel ‘500 per semplificare il lavoro, consiste nell’unire bacchette di legno sagomate e tagliarle in sottili strati per ottenere disegni identici ripetuti.
  • Foro e Controforo: perfezionata in Germania e Francia nel ‘600, permette di ottenere più intarsi con lo stesso disegno scambiando le essenze tra fogli di impiallacciatura sovrapposti.

I Grandi Maestri e gli Stili

Tra il 1600 e il 1700 spicca la figura di André-Charles Boulle, celebre per aver introdotto materiali preziosi come metallo, corallo e tartaruga nelle dimore del Re Sole. Nel 1738 nasce in Italia Giuseppe Maggiolini, maestro assoluto capace di utilizzare oltre ottanta tipi diversi di legno per creare fantastiche composizioni policrome di altissima precisione.

Nell’Ottocento, l’arredo segue le correnti storiche francesi:

  • Stile Impero: linee rettilinee e sobrie, dove i bronzi spesso sostituiscono la marqueterie.
  • Stile Carlo X: caratterizzato da forti contrasti tra intarsi scuri e fondi molto chiari.
  • Stile Luigi Filippo e Napoleone III: riprendono e ripropongono le tecniche del passato, come i mobili in stile Boulle.

L’Art Nouveau e l’Era Moderna

Alla fine del XIX secolo nasce l’Art Nouveau (o Modern Style), che introduce disegni composti da soli elementi vegetali e linee sinuose. Grazie all’introduzione di macchinari sempre più sofisticati, la precisione degli intarsi è migliorata costantemente, rendendo il lavoro più veloce e accessibile pur mantenendo risultati estetici di eccellenza.

Indice della Guida al Restauro del Mobile

Questo articolo fa parte di una serie tecnica dedicata al recupero dei mobili antichi. Di seguito trovi l’elenco completo di tutti gli aspetti del restauro, dalla pulizia alla finitura finale:

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