Il legno è un materiale duro e resistente di origine vegetale, utilizzato storicamente sia come combustibile che come materiale da costruzione. In botanica, il termine indica l’insieme dei tessuti vegetali che svolgono funzioni di sostegno per la pianta e sono responsabili del trasporto della linfa dalle radici alle foglie. Nel linguaggio comune e commerciale, ci si riferisce alla parte della pianta che proviene dal tronco.
La lavorazione del legno è stata una delle prime arti dell’uomo, evolvendosi dalle clave e lance della preistoria fino alle complesse strutture edilizie e ai mobili pregiati dell’epoca moderna, ricoprendo un ruolo di primo piano nello sviluppo della civiltà umana.
Venatura e struttura
Le venature sono dovute alla particolare struttura del materiale, composto da piccoli vasi conduttori nei quali fluiscono acqua e sali minerali. Quando il legno viene tagliato parallelamente all’asse del tronco, le venature appaiono diritte; se i condotti sono spiraliformi o il taglio non è parallelo, le venature tendono a intersecarsi.
Le parti del tronco:
- Corteccia esterna: Tessuto fisiologicamente morto che funge da protezione e consente gli scambi gassosi.
- Corteccia interna (Alburno): Formata da cellule vive, costituisce l’apparato circolatorio della pianta. Ha solitamente un colore più chiaro.
- Libro: Contiene i vasi che conducono il nutrimento dalle foglie a tutto l’albero.
- Cambio: Strato sottile responsabile della produzione di nuovo legno verso l’interno e l’esterno.
- Durame: La parte più interna, composta da cellule morte. È la sezione più pregiata commercialmente perché più stabile e meno soggetta a parassiti.
- Midollo: Parte centrale del tronco, spesso indistinguibile dal durame circostante.
Taglio del tronco
Una volta abbattuto e privato di rami e corteccia, il tronco viene ridotto in assi. La scelta dello schema di taglio influenza la stabilità del legname:
- Taglio a quarto di ventaglio: Il più costoso per via dello scarto elevato, ma garantisce assi di massima qualità non soggette a imbarcatura.
- Taglio radiale: Più economico, garantisce stabilità solo per le assi centrali, mentre quelle periferiche tendono a deformarsi.
Classificazione e caratteristiche estetiche
I legni si distinguono commercialmente in base alla loro durezza e finitura:
- Legni forti e duri: quercia, abete, frassino, platano.
- Legni dolci (teneri): pioppo, castagno, betulla.
- Legni fini e duri: noce, ciliegio, olivo, ebano, palissandro, mogano, teak.
Un elemento distintivo è rappresentato dai nodi, ovvero i punti in cui si è sviluppato un ramo. Sebbene spesso considerati difetti estetici o strutturali (i nodi chiusi possono staccarsi durante la stagionatura), in alcuni stili di arredamento, come il rustico, sono apprezzati per il disegno naturale che conferiscono alla superficie.
Stagionatura
Dopo il taglio, il legno perde rapidamente circa il 30% dell’acqua contenuta. La stagionatura serve a portare il legno in equilibrio con l’ambiente (circa il 17% – 23% di umidità).
- Naturale: Si ottiene accatastando le assi con listelli frapposti per favorire la circolazione dell’aria. Richiede tempi lunghi (almeno un anno).
- Artificiale: Avviene in essiccatoi a calore e umidità controllati per accelerare il processo.
È importante ricordare che il legno rimane un materiale “vivo”: in ambienti riscaldati il suo tasso di umidità può scendere fino al 10%, causando restringimenti e possibili fessurazioni.





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