Le deformazioni, le imbarcature e gli svirgolamenti di piani e gambe dei mobili mettono a dura prova l’abilità del restauratore. Questi movimenti sono dovuti a una tensione naturale delle fibre del legno che si espandono o si restringono principalmente a causa di:
- Variazioni atmosferiche (umidità, riscaldamento, ecc.).
- Utilizzo di materiale di scarsa qualità o non adeguatamente stagionato.
- Insufficienti cognizioni tecniche nella costruzione originale del manufatto.
Spesso l’imbarcatura dei piani avviene perché la lucidatura o la lastronatura è presente solo sul lato in vista: gli agenti atmosferici agiscono quindi in modo differente sulle due facce della tavola.
Metodi di Correzione
1. Raddrizzamento su Carcassa Rigida
Se la deformazione interessa un piano fissato a una struttura robusta (come il piano di un tavolo), si può intervenire portandolo gradualmente in planarità con l’ausilio di morsetti e travetti robusti. È fondamentale stringere i morsetti molto lentamente per evitare spaccature. Bagnare il lato grezzo del legno può aiutare ad ammorbidire le fibre. Una volta raddrizzato, si forza la posizione in modo permanente incollando degli angolarini tra il piano e le fasce della carcassa.
2. Il Metodo delle “Virtù Teologali”
Questo antico metodo richiede molta pazienza. Si bagna il legno con acqua tiepida per fargli riacquistare elasticità, quindi si applicano morsetti e tutori rigidi (travetti diritti). Il serraggio deve essere progressivo: pochi giri ogni due ore, bagnando nuovamente se necessario, fino a raggiungere la planarità (possono servire anche due giorni). Il pezzo va lasciato in tensione per circa dieci giorni.
Variante con Consolidante: Per aumentare le probabilità di successo, una volta raggiunta la planarità, si può applicare sul lato grezzo una soluzione di Paraloid B72. Si inizia con una concentrazione al 10% salendo gradualmente fino al 25%, attendendo 4-5 giorni tra un’applicazione e l’altra per l’essiccazione completa.
3. Il Sistema dei Cunei (Intervento Invasivo)
Questo sistema garantisce ottimi risultati ma è molto delicato. Si pratica sul retro del piano una serie di tagli paralleli nel senso della venatura, profondi circa 2/3 dello spessore del legno e distanti 2-2,5 cm l’uno dall’altro. I tagli devono fermarsi qualche centimetro prima del bordo per non risultare visibili a mobile montato.
Dopo aver messo in piano la tavola con morsetti e tutori (bagnando sempre il legno), le fessure create dai tagli si saranno leggermente aperte. A questo punto:
- Si preparano dei cunei (sfilze) di legno della stessa essenza.
- Si cospargono le fessure e i cunei di colla d’ossa a caldo (disponibile anche in lastre, pronta o come colla animale liquida).
- Si inseriscono i cunei nelle fessure forzando leggermente per bloccare il ritorno della deformazione.
- Una volta asciutto, si pareggia la superficie eliminando il legno in eccesso dei cunei.
Indice della Guida al Restauro del Mobile
Questo articolo fa parte di una serie tecnica dedicata al recupero dei mobili antichi. Di seguito trovi l’elenco completo di tutti gli aspetti del restauro, dalla pulizia alla finitura finale:
- 1: Pulizia e Rimozione Macchie
- 2: La Sverniciatura
- 3: Il Trattamento Antitarlo
- 4: Le Deformazioni del Legno: Cause e Rimedi
- 5: Il Consolidamento Strutturale
- 6: L’Arte dell’Intarsio
- 7: La Stuccatura delle Imperfezioni
- 8: La Colorazione e la Tintura
- 9: La Lucidatura a Gommalacca
- 10: La Lucidatura a Cera (Metodo Misto)





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